Ramenisti
Vol.I - Casa Ramen
L’antico nipponico culto del ramen e la sua adorazione si sono ormai stabilmente inseriti negli orizzonti occidentali. Se un tempo i ramen bar erano creature mistiche proprie dei viaggi all’estero, oggi l’Italia li adora. Brodi e udon consolano in una giornata di pioggia come solo i migliori comfort food sanno fare, minando la supremazia di sushi e simili come unica identificazione della cucina giapponese.
Non è parte della nostra tradizione gastronomica, ma il ramen è un piatto che ha indiscutibilmente il potere di rievocare sensazioni di momenti felici, un senso di intimità e benessere.
Proust nella ‘Ricerca del tempo perduto’ parla di una malinconia scatenata dal cibo, di profumi e sapori che possono trasportarci lontano nel tempo e nello spazio: assaggiando la celebre madeleine inzuppata nel tè, l’autore rivive all’improvviso tutta la propria infanzia. Una restituzione di ricordi e del loro valore emotivo che lui chiama memoria involontaria.
Così arriva la dolce sensazione di essere rassicurati, quasi consolati, dal piatto che stiamo mangiando. E una ricetta orientale, di provenienza straniera, riesce sorprendentemente a generare questi effetti nostalgici.
Ma non tutti i ramen sono autentici ramen, quelli autentici rispettano il culto. Se il cibo è conforto allora il locale diventa casa.
Casa Ramen è tra le dimore per eccellenza di questo brodo degli dei - ma anche del suo sentiment avvolgente. E’ il rifugio sicuro dove entrare e lasciarsi riscaldare, la piccola stanza dove potersi rigenerare. Pochi posti, pochi piatti e un’aria densa di cucina. A immagine e somiglianza della vera tradizione, si respira un’atmosfera sobria, disinvolta e internazionale che porta molto lontano da Milano.
Shoyu, miso, carne, verdure e uovo marinato. Condimenti piccanti e gamberi speziati, olio allo yuzu e pancia di maiale.
(R)Amen!
Durante i suoi undici anni di apertura, questo micro locale è diventato un punto di riferimento nel panorama milanese. La cucina è sempre rimasta autentica e l’arredamento essenziale ma carico di significati, proprio come quella madeleine inzuppata nel tè.
Clandestine mention: da ammirare la rappresentazione delle fasi emotive del ramen. Le quattro teste scolpite che nascono dal muro rappresentano in ordine stupore, esplosione, travolgimento e soddisfazione - la timeline di quando lo assaggiamo per la prima volta.