Verde speranza

La cucina microstagionale di Altatto

 
 

Ai margini di Milano, nel contesto urbano defilato ma sempre in evoluzione di Greco, è nato (ormai cinque anni fa) un ristorante che sta ridefinendo i confini della cucina vegetariana. Altatto non è nato come un semplice ristorante, ma come un laboratorio di creatività culinaria sostenibile, dove ogni piatto è il risultato di un’approfondita riflessione sulla stagionalità, l’equilibrio e l’innovazione.

Le fondatrici hanno deciso di immaginare un loro spazio che rispecchiasse una visione del cibo sostenibile e inclusiva. Fin dalla sua apertura, il ristorante si è distinto per un approccio etico alla cucina: tutti gli ingredienti, oltre a essere di origine vegetale, devono rispettare i cicli naturali e stagionali, con un’attenzione speciale alla microstagionalità.

 
 

Si tratta di un concetto che si spinge oltre la classica suddivisione dell’anno in quattro stagioni: invece di concepire il menù in base a queste ultime, si osservano con grande attenzione i minimi cambiamenti che avvengono nell’arco di poche settimane o addirittura giorni. Una sintonia con la natura che permette di valorizzare al massimo la freschezza e le qualità intrinseche degli ingredienti utilizzati, nonché di rispecchiare il flusso costante dell’ecosistema.

 
 

A ciò si associa parallelamente un impegno forte nei confronti dei produttori locali. Il ristorante si rifornisce quasi esclusivamente da agricoltori e fornitori che condividono la loro visione etica, privilegiando il chilometro zero e le tecniche di coltivazione biologica e biodinamica. Ogni piatto racconta una storia di territorio, legata ai campi lombardi, alle colture di piccole realtà artigianali e alla biodiversità che queste pratiche agricole preservano.

Altatto rappresenta un modello di cucina vegetariana all’avanguardia, ma anche un faro nel percorso verso una maggiore responsabilità ambientale. In un panorama gastronomico sempre più attento alla qualità e all’impatto sulla natura, un ristorante con questo profilo si pone come una delle realtà più innovative e stimolanti di Milano, capace di combinare alta cucina e sostenibilità, tradizione e sperimentazione.

Clandestine mention: il menù degustazione a 40 euro.

 
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